Le Dolomiti prendono il nome dal naturalista francese Déodat de Dolomieu (1750-1801) che per primo studiò il particolare tipo di roccia predominante nella regione carbonato doppio di calcio e magnesio (MgCa(CO3)2), battezzata in suo onore dolomia.
Le Dolomiti (anche dette Monti pallidi) sono una sezione alpina delle Alpi Orientali italiane. Circa il 70% di queste montagne sono comprese all'interno della provincia di Belluno, il restante è distribuito fra le province di Bolzano, Trento, Vicenza, Udine e Pordenone.
Il paesaggio attuale, spigoloso e ricco di dislivelli, appare come un crogiuolo disordinato di rocce che nulla ha a che fare con le barriere coralline. A determinare tale trasformazione sono stati i piegamenti e le rotture delle rocce lungo piani di scorrimento (faglie), ai cui movimenti corrispondono altrettanti terremoti; episodiche esplosioni vulcaniche e relativi depositi; erosioni differenziali legate agli agenti atmosferici e ai piani di debolezza insiti nelle rocce.
L'innalzamento delle rocce dolomitiche è tutt’ora in corso. Oggi le Dolomiti mostrano il biancore dei carbonati di scogliera corallina, l'acutezza di rocce coinvolte in orogenesi recenti, le incisioni di potenti agenti esogeni (ghiacciai, vento, pioggia, freddo-caldo).
Per quanto riguarda le dolomiti ampezzane sono costituite dai seguenti gruppi: Gruppo delle Tofane, Gruppo del Nuvolau, Gruppo del Cristallo e Gruppo del Sorapiss.
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